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ATLETICA DELTA
FERRARESE
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FOTO LOCALITA' E LUOGHI DA VISITARE
Il Castello della Mesola (FE) fu costruito nel 1578 dal duca Alfonso II
d’Este, come gentile omaggio alla propria moglie Margherita Costanza. La
struttura venne edificata a ridosso dell’argine destro del Po di Goro. Si
tratta di un’imponente palazzo delimitato da una lunga cinta muraria con torri
difensive. Ancora oggi non è sicuro il momento preciso in cui prese avvio la
realizzazione della tenuta della Mesola; i lavori per la costruzione comunque
iniziarono verso la fine degli anni ’70 del Cinquecento e si conclusero
sostanzialmente nel 1586.
Il Castello Estense della Mesola è un eccellente esempio di architettura
fortificata; fu edificato all’interno di una vasta riserva naturale e adibito
a residenza estiva e di caccia. Ancora oggi l’attribuzione della sua
realizzazione è incerta: fonti recenti sono orientate verso l’architetto
Marcantonio Pasi che di sicuro si occupò dell’edificazione della cinta
muraria della tenuta.
L’edificio si presenta a pianta quadrata, senza cortile interno, con quattro
torri merlate disposte trasversalmente sugli spigoli; è costruito su tre piani
e presenta il paramento murario di pietra a vista e tre ordini di finestre
rettangolari. La corte esterna è coronata da bassi edifici porticati che, un
tempo, ospitavano gli alloggi dei servitori, le stalle, i magazzini ed altre
attività complementari alla vita del Castello. Originariamente l’intero
complesso, difeso da fortificazioni, bastioni e postazioni per le artiglierie,
era recintato da mura lunghe nove miglia, che arrivavano fino al mare e
comprendevano al loro interno parte dei boschi e degli acquitrini circostanti.
COMACCHIO (FE)
Nel medioevo Comacchio era un centro fiorente e importante dal punto di vista strategico, tanto da essere contesa tra Venezia, Ravenna e Ferrara. Il suo attuale volto è però seicentesco. L'abitato, attraversato da Corso Mazzini, per un tratto fiancheggiato da un porticato di 152 arcate, sorge su 13 isolette e presenta caratteristiche simili ai paesi della Laguna di Venezia. Suggestive sono le stradine che fiancheggiano i canali, attraversati da ponticelli, e sono attorniate dalle caratteristiche case dei pescatori. La chiesa di S. Maria in Aula Regia sorge sulle rovine di un santuario dei primi tempi del Cristianesimo. La Cattedrale, ricostruita agli inizi del '700 fu compiuta nella facciata solo nel 1817. Il barocco campanile (incompiuto) fu terminato nel 1754 e sorge su una base bombata di pietra d'Istria. All'incrocio tra le due principali arterie del centro storico ci sono la barocca Torre dell'Orologio, trasformata nel 1825, e la Loggia del Grano, costruita nel '600 come magazzino di derrate pubbliche. I Trepponti, infine, sono il monumento più famoso della cittadina: la costruzione, del 1634, è formata da cinque grandi archi sostenuti da grossissimi pilastri a volta; dalla loggetta che la sovrasta si ammira un panorama molto suggestivo. Nella Valle di Comacchio è praticata la pesca di anguille da moltissimi secoli.
ABBAZIA
DI POMPOSA (FE)
L''antico monastero benedettino di Pomposa comprende oggi la
Basilica con l'Atrio, il Campanile romanico, la Sala del Capitolo, la Sala a
Stilate, il Refettorio, il Dormitorio ed il Palazzo della Ragione.
Questi edifici ospitarono nel Medio Evo un centro di spiritualità e cultura tra
i più importanti al mondo.
Eventi climatici favorevoli avevano permesso fra il VI ed il VII sec.
l'insediamento di un gruppo di monaci benedettini provenienti da Ravenna, che
avevano scelto un'isola fra il Po ed il mare che per la usa tranquillità
favoriva meditazione e laboriosità. La prima notizia scritta su Pomposa è però
dell'anno 874 e riguarda una controversia giurisdizionale tra il Vescovo di
Ravenna ed il Papato. Durante il secolo successivo il vitale monastero preparava
la sua totale indipendenza da San Salvatore di Pavia e da Ravenna, che avveniva
nel 1001, grazie all'accordo sottoscritto dall'Imperatore Ottone III ed il Papa
Silvestro II.
Donazioni e privilegi accrescono la potenza economica pomposiana anche nelle
limitrofe zone del Veneto e della Romagna.
Agli inizi del XIV sec. Pomposa aveva giurisdizione su 49 chiese sparse
nell'Italia centro - settentrionale. Con l'avvento di San Guido degli Strambiati
ad abate di Pomposa (1008-1046) inizia il periodo più fecondo dell'abbazia
benedettina, che sarà visitata in seguito da personaggi importanti, come ad
esempio San Pier Damiani e Dante Alighieri.
Nello stesso periodo, fu monaco Guido d'Arezzo al quale si deve
"l'invenzione" delle note musicali. Molto famosa fu anche la ricca
Biblioteca del monastero, che vide qui rifiorire studi classici, letterari,
religiosi, per poi andare irrimediabilmente dispersa. Il Palazzo della Ragione,
costruito alquanto discosto dal complesso monastico, è testimonianza dell'
esercizio della giustizia da parte dell'Abate sui territori sottoposti al
monastero. Nei secoli dello splendore dell'Abbazia fiorirono le arti
architettoniche e pittoriche, che ci hanno lasciato soprattutto i meravigliosi
cicli trecenteschi della Basilica, del Refettorio e della Sala del Capitolo.
Quindi, in seguito ad eventi catastrofici, culminati con la cosiddetta rotta del
Po a Ficarolo, che si fa risalire al 1152, l'interesse economico e culturale
abbandona il territorio costiero, oramai invaso dalle acque, e i monaci lascia
Pomposa alla volta del nuovo convento di S.Benedetto di Ferrara (1553). Il
recupero dell'Abbazia fu poi attuato a partire dalla fine dell' '800, quando
tutti i fabbricati vennero acquisiti dal Demanio e riportati a nuova vita.
Infine fu istituito nel 1976 il Museo Pomposiano che raccoglie, nel grande vano
dell' ex Dormitorio dei frati, resti scultorei, dipinti ed altre opere d'arte
legate alla storia del Monastero.